Tra le montagne del Trentino e del Veneto, il Novecento irrompe nelle vite di uomini e donne chiamati a misurarsi con guerre, migrazioni, povertà e trasformazioni destinate a cambiare per sempre il paesaggio e le comunità. Quattro racconti seguono personaggi sospesi tra il bisogno di partire e il desiderio di appartenere: Martino, scalpellino impegnato nella costruzione di una strada che minaccia l’antico equilibrio della valle; Ines, giovane sfollata al servizio della seconda linea sul Pasubio; Aleksandra, arrivata dalla Russia in un paese di montagna dove prova a mettere nuove radici; Aurelia, che negli antichi riti carnevaleschi cerca una promessa di rinascita. Attraverso vicende autonome ma unite dal medesimo paesaggio umano, la raccolta racconta la montagna come luogo dinamico, vivo: case, terrazzamenti, boschi, strade e confini compongono una geografia della memoria in cui il tempo degli uomini si confronta con quello più lento delle sue stagioni. Ne emerge un affresco corale sulle radici, sul lavoro e sulla possibilità di ricominciare, anche quando farlo sembra davvero difficile.
Caterina Manfrini è nata a Rovereto nel 1996. Ha conseguito gli studi in ambito antropologico in Danimarca e a Bologna. La sua passione per le storie l’ha portata a Londra, dove ha ottenuto un Master in Scrittura creativa. Nel 2024 ha pubblicato il romanzo per ragazzi, Cugini (Einaudi Ragazzi). Nel 2025 Sette volte bosco (Neri Pozza), il suo primo romanzo, ha avuto grande successo, come dimostrano tre ristampe e la traduzione in francese, tedesco e inglese, ma anche la menzione speciale al Premio ITAS del libro di montagna 2026.
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