
Dal grande Torino a Cristiano Ronaldo
Darwin Pastorin è un italobrasiliano innamorato del calcio e della letteratura. Giornalista e scrittore, allievo di Giovanni Arpino e di Vladimiro Caminiti, aveva per idolo Pietro Anastasi, l’indimenticabile attaccante della Juventus di origini siciliane.
Alcuni sostengono che Pastorin da ragazzo giocasse centravanti, un po’ alla Osvaldo Soriano, lo scrittore argentino che certo ha un posto nel suo pantheon letterario.
Nella sua “Storia d’Italia ai tempi del pallone” ( CasaSirio ) ha provato a raccontare la storia del nostro Paese attraverso i ritratti di quei calciatori che ne sono stati lo specchio e la sublimazione, durante gli ultimi settanta anni.
Ecco scorrere davanti a noi Gigi Meloni, il granata ribelle morto investito da un auto qualche giorno dopo l’uccisione di Che Guevara, Gigi Riva detto Rombo di tuono, il guerriero gentile che rinunciò al successo sicuro per restare nel suo Cagliari.
Il calcio divenne anche strumento di successo politico e fenomeno che produsse miliardi di incassi e divismi discutibili.
Ed accanto a queste storie, ecco scorrere la nostra storia: spesso travagliata e talvolta felice.
Ad intervistare Darwin Pastorin, il bravo Carlo Martinelli.