
Torna a grandissima richiesta Matteo Meschiari, antropologo e geografo all’Università di Palermo. E lo fa per presentarci il suo nuovo spiazzante lavoro.
Tra La strada di Cormac McCarthy e Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry, Neghentopia è una parabola sul rapporto impossibile tra civiltà e lato selvatico. Ambienti e personaggi sembrano usciti dalle pellicole di Herzog, Tarkovskij e Miyazaki, o dalle tavole di Moebius e Peter Kuper. Le azioni, come in un film distopico, sono accompagnate da una colonna sonora alienante: l’elettronica di nicchia degli anni Ottanta, Brian Eno, il punk rock cinese, PJ Harvey, il canto tradizionale mongolo. In un amalgama pop, Apocalypse Now e Blade Runner convivono con Orwell e Agamben, ma la vera protagonista è la scrittura, quella dei dialoghi svuotati, dei paesaggi dove i colori finiscono.
Ad illustrare il libro e a fare da controcanto alle parole di Meschiari le potenti illustrazioni di Rocco Lombardi.