VENERDÌ 19 LUGLIO, ORE 19:00 IN SERBO, VENT’ANNI DOPO LA GUERRA

“La storia di “In serbo” è ambientata in una zona collinare non tanto lontana da Belgrado, a sud-est, nel breve periodo della primavera del 1999, durante i tre mesi dei bombardamenti NATO sulla Jugoslavia (all’epoca Serbia – compresi Kosovo e Vojvodina – e Montenegro).”

Il libro è un romanzo di formazione con molti elementi autobiografici. All’epoca dei fatti descritti nel libro, la giovane Mila ha soltanto dodici anni ed è poco più di una bambina, affacciata sul mondo e curiosa di scoprirlo.
Con la sua famiglia cerca rifugio non nei sotterranei, ma nei boschi dove prova a condurre una vita normale.

“Dopo vent’anni di gestazione artistica e di maturazione personale, Milica prende in mano la penna e trasferisce sulla carta bianca i ricordi di quella sua prima giovinezza. Quello che ne esce non è soltanto una semplice (e a volte complessa) storia personale, non è un “j’accuse” contro gli artefici della guerra e contro la guerra in generale, non solo la nostalgia per una sua profonda, autentica e tanto amata Serbia e nemmeno solamente un racconto drammatico di quello che è successo al popolo serbo nell’ultima primavera del XX secolo: è tutto questo insieme e molto di più.

La guerra qui è una protagonista, ma fa da sfondo e da cornice di una storia che comprende tante altre storie. L’autrice, con ingenuità, semplicità e purezza della sua giovane età, cerca di capire le ragioni della guerra e ricorda che quand’era ancora piccolissima, negli anni novanta della dissoluzione della Jugoslavia Federale di Tito, avvertiva quell’ombra sinistra che è poi rimasta a sovrastare tutta la sua esistenza”.

Il testo fra virgolette è tratto dall’articolo di Aleksandra Ivic pubblicato da Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa.

L’incontro è organizzato in collaborazione con l’associazione Viaggiare i Balcani e con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Serbia a Roma, in occasione del 20° anniversario dei Nato bombardamenti in Serbia.