VENERDÌ 18 GENNAIO, ORE 19:00 CONOSCERE L’IRAN ATTRAVERSO I LIBRI

Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini la scrittrice Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi in un’impresa fra le più ardue: spiegare a ragazze e ragazzi iraniani esposti in misura crescente alla catechesi islamica una delle più temibili incarnazioni dell’Occidente: la sua letteratura. Ne nacque uno dei più toccanti atti d’amore per la letteratura mai professati: “Leggere Lolita a Teheran”. 

Cosa leggono invece gli iraniani? Cosa ha prodotto la loro letteratura nel ‘900 e negli successivi alla Rivoluzione?

Se oggi abbiamo potuto leggere in Italia alcuni dei libri che effettivamente gli iraniani stanno leggendo è soprattutto grazie alla ricerca ed al coraggio di due case editrici: Ponte 33 e Brioschi editore.

A presentarci una letteratura molto più viva ed interessante di quanto non si pensi, capace di affrontare tematiche universali ed insieme sfuggire alle strette maglie della censura è il traduttore ed islamista Giacomo Longhi.

Sarà questo il primo appuntamento di un ciclo di incontri che dedichiamo all’Iran ed alla sua cultura e che culminerà in aprile quando ospiteremo un grande scrittore iraniano di cui ancora non vi sveliamo il nome.

Giacomo Longhi, laureato a Ca’ Foscari, Università di Venezia, ha conseguito un certificato sulla conoscenza della lingua persiana presso l’Università  Ferdowsi di Mashhad ed ha frequentato uno stage sulla lingua araba presso l’Ifpo di Parigi.