SABATO 19 OTTOBRE, ORE 19:00 ALLA SCOPERTA DEI GRANDI PIANISTI, CON LUCA CIAMMARUGHI

Non ci sono più i pianisti di una volta”: quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase da chi rimpiange una sorta di gigantesca Golden Age del pianoforte che va da Liszt e Chopin fino a Horowitz e Benedetti Michelangeli? Eppure, musicisti e interpreti che oggi mitizziamo furono a loro volta contestati o addirittura sbeffeggiati. Luca Ciammarughi si propone di definire un quadro dei pianisti classici della nostra epoca, con spirito critico ma senza insensati disfattismi. L’autore ha l’ambizione di delineare una storia contemporanea dell’interpretazione pianistica: ben sapendo però quanto sia difficile individuare ciò che lascerà un segno e ciò che invece rimarrà inesorabilmente confinato a un’epoca o a mode passeggere.
Luca Ciammarughi, è egli stesso pianista, conduttore radiofonico e critico musicale, profondamente innamorato della musica e del pianoforte.
Prendendo come punto di partenza e di arrivo due emblemi di una concezione sublime del pianoforte, Michelangeli e la Argerich, il percorso si snoda fra celebrità come Zimerman, Sokolov, Pollini, Brendel, Ashkenazy, Argerich, Lupu, Perahia, Pletnev, Kissin e geniali outsider come Berman, Egorov, Heidsieck, Fiorentino, Freire, Engerer, Barda, Gelber, Lonquich, Angelich, Sultanov e molti altri.

E poi Ciammarughi ci porta a conoscere i grandi pianisti russi, dalla rivoluzione d’ottobre alla guerra fredda.

L’adolescente Horowitz vede il suo pianoforte defenestrato, il piccolo Cherkassky sente il sibilo di un proiettile che passa appena sopra la sua testa e si conficca nel muro di casa, il principino Magaloff fugge in slitta con la famiglia: tre flash di una rivoluzione che un secolo fa, con l’Ottobre Rosso, sconvolse il mondo e anche le vite di molti musicisti.
Partendo dalle reazioni di eccitazione e paura che gli artisti ebbero di fronte alla presa di potere bolscevica, questo libro ha l’obiettivo di delineare per la prima volta un quadro complessivo dei rapporti fra i pianisti classici e il regime sovietico, dal 1917 al 1991. Su uno sfondo composto dalle vestigia della Russia ottocentesca e dalla nuova temperie modernista, eroismi e drammi si intrecciano: il solitario orgoglio di Sofronickij, la ribellione di Marija Judina a Stalin, l’arresto di Neuhaus per le sue origini tedesche e quello di Štarkman per omosessualità, i tormenti interiori di Richter e Gilels, le avventure e disavventure col KGB di Aškenazi, Egorov, Berman, Rudy, Gavrilov e molti altri. Sono virtuosi, ma prima di tutto uomini, gli innumerevoli pianisti che incontriamo in quest’epoca di eroi e antieroi, cresciuti in un sistema scolastico perfetto ma poi spesso impossibilitati a varcare la cortina di ferro. Nel mistero di un’arte fiorita sotto il regime, questi artisti ci parlano di crudeltà e bellezza, dell’eterno scontro fra materialismo e spiritualità, dell’imprevedibile intrecciarsi di etica ed estetica.

Luca Ciammarughi presenta i suoi  libri “Piano Soviet” e “Da Benedetti Michelangeli alla Argerich: 30 anni con i grandi pianisti”-

ingresso libero fino ad esaurimento posti.

L’evento è inserito all’interno del “Preludio di Stagione” dell’Associazione Filarmonica di Rovereto