SABATO 19 GENNAIO, ORE 19:00 L’IRAN, QUARANT’ANNI DOPO LA RIVOLUZIONE

 

Ricorrono quest’anno quarant’anni dalla rivoluzione khomeinista: esattamente il 16 gennaio del 1979, lo scià di Persia, Reza Pahlevi, abbandonava l’Iran.

La storia dell’Iran – un Paese così affascinante e ricco di cultura – tuttavia non comincia certo nel 1979, ma la rivoluzione, con il suo prezzo altissimo di sangue e di verità, con le lacerazioni insanabili e con le ferite solo in parte ricomposte, è ormai una parte fondamentale, imprescindibile della storia e dell’identità del Paese. 

Non può e non deve essere assolutamente considerata una “parentesi storica” (come Benedetto Croce definisce il fascismo per l’Italia), o un “incidente di percorso” lungo la strada che porterà forse un giorno a una democrazia liberale di stampo occidentale. 

La rivoluzione, oltre a segnare la storia dell’Iran e di tutto il Medio Oriente, ha toccato la vita di milioni di iraniani: ha diviso e lacerato famiglie, distrutto vite e carriere, dato speranze illusorie e liberato energie insospettabili, affossato e realizzato sogni, segnando profondamente l’esistenza sia di chi quegli eventi storici li ha vissuti sia di chi è nato dopo e ne ha toccato con mano e ne subisce tuttora le conseguenze. Ripercorrerne le origini, anche attraverso le testimonianze dirette di chi l’ha vissuta, è un esercizio fondamentale.

A parlarci dell’Iran oggi, abbiamo chiamato il giornalista Antonello Sacchetti che all’Iran ha dedicato molti libri – tutti pubblicati da Infinito Edizioni – e nel quale ha viaggiato a lungo, profondo conoscitore della storia dell’Iran moderno.