
La riflessione di Simone Weil sull’impersonale sembra dischiudere un orizzonte di speranza a un Occidente che ha smarrito il proprio senso.
La nozione di “impersonale” compare nell’opera matura della filosofa francese ed in particolare negli scritti di Londra, riuscendo risignificarne tutto il percorso intrapreso tanto da farle iniziare una riflessione sulle istituzioni, il diritto e la loro insufficienza a contrastare il movimento delle società di massa e dei totalitarismi che si affacciano negli anni Venti e Trenta in Europa.
La nozione di “impersonale” compare nell’opera matura della filosofa francese ed in particolare negli scritti di Londra, riuscendo risignificarne tutto il percorso intrapreso tanto da farle iniziare una riflessione sulle istituzioni, il diritto e la loro insufficienza a contrastare il movimento delle società di massa e dei totalitarismi che si affacciano negli anni Venti e Trenta in Europa.
A parlarci di Simone Weil sarà Gloria Zanardo che partecipa al lavoro filosofico della comunità di Diotima a Verona. Autrice di saggi su Luce Irigaray e Jacques Lacan, Gloria Zanardo ha dedicato a Simone Weil “Un’apertura di infinito nel finito” (Mimesis Edizioni).
L’incontro è svolto in collaborazione con la Casa delle Donne di Rovereto.