
Pessoa ne Il libro dell’inquietudine scrisse di Lisbona come di una città “portatrice di mistero” perché nella sua “geometria” è stato nascosto il senso dell’esistenza.
La città affacciata sul Tago, tra i colori degli azulejos e quel Bairro Alto dove risuona il Fado, ha saputo stregare tanti scrittori, capaci di farla diventare una seconda casa o un secondo cuore.
Nel nostro incontro saremo condotti, da perfetti flaneurs, alla scoperta di Lisbona, la città da cui non partono strade, ma vi arrivano tutte.