MARTEDÌ 10 DICEMBRE, ORE 19:00 L’ISRAELIANO ASSAF GAVRON PRESENTA “LE DICIOTTO FRUSTATE”

Lo scrittore israeliano Assaf Gavron presenta il suo ultimo romanzo “Le diciotto frustate” con Giorgio Gizzi (Harry Crum) e con la traduzione di Silvia Turato.

Assaf Gavron è l’ultimo scrittore straniero che ospiteremo quest’anno, in una stagione ricchissima. Nato nel 1968, ha pubblicato otto romanzi, imponendosi come una delle voci più originali di Israele, accanto a scrittori come Abraham Yehoshua, David Grossman ed Edgar Keret.
I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo e acclamati da pubblico e critica. Gavron è il traduttore in ebraico di Philip Roth, Jonathan Safran Foer e molti scrittori contemporanei di lingua inglese.
Dopo aver vissuto a Londra, Vancouver e Berlino, oggi vive a Tel Aviv.
In Italia, i suoi libri sono pubblicati da Casa Editrice Giuntina, La stessa di Ayelet Gundar-Goshen.

‘Le diciotto frustate’ è un libro che possiede i ritmi incalzanti del giallo pur non essendolo affatto e vi unisce la leggerezza della sensualità alle fragili vicende di esseri umani vittime delle proprie passioni: «del resto cosa siamo se non una banda di ego feriti e bisognosi di cura ».

Due donne ebree e due ex soldati dell’esercito britannico si ritrovano a Tel Aviv dopo più di mezzo secolo. Giovanissimi erano stati amanti, ma le passioni a quanto pare non vengono mitigate dal tempo, al punto che quando, dopo una settimana, Edward O’Leary muore, ci sono troppi punti oscuri perché si possa pensare a un decesso naturale.
Lotte Pearl sale sul taxi che la porterà al cimitero per assistere al funerale del suo amante di un tempo con il cuore carico di ricordi e la paura di finire anche lei assassinata. Il tassista si chiama Eitan Einoch, detto Tanin. Mai amicizia fu più improbabile: un’anziana signora dai modi eleganti e un quarantenne divorziato, pugile per passione e tassista con velleità da investigatore. Eppure Tanin, insieme all’amico Bar, inizierà un’indagine che finirà per riportare alla luce una vicenda dimenticata avvenuta in uno dei periodi più delicati della storia dello Stato d’Israele, gli anni quaranta che segnarono il passaggio dal Mandato britannico all’Indipendenza. Per risolvere il caso e proteggere Lotte, Tanin non trascurerà nulla, nemmeno quei destini anonimi di cui la Storia si nutre e che travolge e nasconde