
Per anni la montagna ed il paesaggio dolomitico in generale sono stati ignorati dalla letteratura noir: poi il bolzanino Luca D’Andrea, ma anche la friulana Ilaria Tuti o Katia Tenti, li hanno visti non più solo come un mondo idiallico, ma come fondali per storie che trapelano inquietudine.
In un idilliaco borgo delle Dolomiti, nel mezzo di un roseto d’alta quota, viene trovato il cadavere di una giovane bibliotecaria.
Questa morte sembra collegata alla misteriosa confraternita che organizza giochi di ruolo molto pericolosi.
Ad occuparsi del caso viene chiamato Lukas Moroder, una strana figura di ispettore: soffre di vertigini pur essendo un montanaro ed ha un repertorio di ciniche battute in ladino per le quali non passa inosservato.
“La confraternita della rosa nera” è un thriller che si snoda fra le montagne della Val Gardena fino ad Innsbruck, con sortite che toccheranno la Baviera ed una Vienna molto misteriosa.
Questo noir del romano Riccardo De Palo, giornalista culturale per Il Massaggero di Roma, è pubblicato da Marsilio, la casa editrice che ha in catalogo Mankell, Larsson, Costantini e la Lackberg e scusate se è poco…