
“Uomo schivo e solo, tormentato dall’assordante silenzio interiore che avvertiva nitidamente, Beethoven è la figura di un uomo vigoroso, “potente”, che – nonostante la sordità – riesce a trasmettere a chi l’ascolta un’energia inesausta e sempre rinnovata; ma quando si abbandona al lirismo più intimo, nei tempi lenti e sempre affettuosi, ci sentiamo così vicini alla sua sensibilità da riuscire quasi ad ascoltare il suo respiro più caldo e segreto.
La musica di Beethoven non è solo sapiente uso del suono e delle sensazioni profonde che da esso ne derivano, ma un vero e proprio richiamo all’uomo: nonostante le avversità, nella solitudine e nel dolore di una menomazione fisica si può ancora vivere e lottare per consegnare all’umanità opere d’arte immortali” (dalla Prefazione di Fabrizio Cunial).
Beethoven è uno dei musicisti più noti ed eseguiti di tutti i tempi; “Il mio regno è nell’aria”, il libro a lui dedicato da Giorgio Ragucci Brugger, è un ottimo pretesto per riscoprire un genio assoluto ed inquadrare la sua arte nella congerie del suo tempo.