Resoconto di viaggio fra i deserti del mondo, ‘Il deserto di Lop’ narra le storie di una ricerca ossessiva del suono che s’ingenera dalle dune canterine. Raoul è un contemporaneo e appassionato “naturalista giramondo”, che si pone domande sulle leggi fisiche che regolano la natura e su quel seme d’umano che resiste all’azione erosiva del vento come alla dimenticanza, nel passaggio tra le ere geologiche. Ne risulta una prosa densa e rarefatta, che vibra del ricordo di terre lontane e della poetica malinconia di un viaggiatore di fronte a una natura in continuo mutamento.
In 101 capitoli, Raoul Schrott, scrittore austriaco contemporaneo, ci offre una perfetta miniatura della realtà universale, un’allegoria del mistero dell’esistenza umana.
Il deserto di Lop del titolo è un deserto che si estende lungo le pendici del Kuruktagh, fino al vecchio confine del Xinjiang cinese.
In passato Lop era un’enorme palude, ma quando il fiume Tarim si prosciugò alla fine del XX secolo, Lop Nur divenne un deserto sterile, fra i più inospitali. Le temperature estreme ed il movimento delle dune di sabbia hanno causato la morte di centinaia di persone.
A fare da interprete all’incontro, il ‘mediatore culturale’, scrittore e traduttore Stefano Zangrando.
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