i posti sono esauriti
“Una vita appesa” è ambientato in un campo profughi, a Gaza. Naim, il proprietario di una tipografia dove si stampano manifesti per celebrare i martiri uccisi dall’esercito israeliano, viene a sua volta freddato da un proiettile. I fatti prendono il via da questo evento di cronaca e si concentrano su Salim, figlio di Naim, che torna a Gaza per fare i conti con il suo passato. La storia di Gaza, dal 1948 alla Prima e Seconda Intifada fino ad arrivare al mai citato esplicitamente governo di Hamas e alla vicende dei tunnel, percorre il romanzo. Esso è disseminato di descrizioni topografiche precise e d’immagini di vita nelle strade: il fermento della città al mattino, gli operai trasportati dai taxi collettivi che tornano il sabato per stare vicini ai loro cari.
Atef Abu Saif, classe 1973, nasce da una famiglia originaria di Iafa nel campo profughi di Jabalia (Striscia di Gaza) dove frequenta le scuole. Si laurea in lingue e letteratura inglese all’Università di Bir-Zeit (Ramallah) e in seguito consegue un master presso l’Università di Bradford (UK) e un dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Sociali presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Nel 2014 ha curato The Book of Gaza, edito da Comma Press, che conta dieci racconti brevi di scrittori della Striscia. The Drone Eats with Me, diaries from a City Under Fire è stato pubblicato nel 2015 da Comma Press con un introduzione di Noam Chomsky ed è entrato in finale per conseguire il premio letterario Palestine book award 2015. Il suo romanzo Hayat mu’allaqa, Una vita sospesa, (2014) è stato selezionato nella sestina finale dell’International Prize for Arabic Fiction (IPAF) 2015, mentre la sua opera Cristina è stata eletta tra i sedici libri finalisti (longlist) dello stesso premio letterario nel 2018. Nel 2024 è uscito in Italia il suo “Diario di un genocidio”.
Ha lavorato presso il Ministero degli Affari Esteri Palestinese, insegna Scienze Politiche all’Università di Al-Azhar di Gaza ed è direttore della rivista “Seyasat”, pubblicata dal Public Policy Institute, Ramallah. Gli è stata affidata la carica politica di portavoce del partito di Fatah ed è stato Ministro della cultura della Palestina dal 2019 al 2024.
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