All’interno della rassegna organizzata per il Comune di Folgaria, un incontro dal sapore tutto particolare. Iole Manici e il marito Ernesto Borghesi, entrambi partigiani nei Gap, combattono i nazifascisti nella Roma occupata. Ernesto è coinvolto nel fallito attentato a Vittorio Mussolini, il secondogenito del Duce, il 7 aprile 1944; Iole viene reclusa nella prigione di via Tasso, uno dei simboli più feroci dell’occupazione nazista nella Capitale. Interrogata a più riprese da Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine, non tradisce Ernesto né i suoi compagni. Divisi l’uno dall’altra sfuggono romanzescamente alla morte. Poi la guerra finisce ma le cose non vanno come Iole le aveva immaginate. Come fare i conti con un destino ostile? A centodue anni Iole racconta con parole piene di commozione una storia d’amore e di resistenza alle avversità della vita.
“Priebke mi torturò, ma non tradii il mio amore partigiano.” Una storia d’amore e di libertà nell’Italia occupata. I nostri anni più bui raccontati dall’ultima sopravvissuta di via Tasso.
Concetto Vecchio, (1970), quirinalista de “la Repubblica”, racconta da anni la politica italiana. Ha scritto ‘Vietato obbedire’ (2005), un reportage narrativo sul Sessantotto alla facoltà di Sociologia con cui si è aggiudicato il premio Capalbio e il premio Pannunzio; ‘Ali di piombo’ (2007), sul movimento del 1977 e il delitto Casalegno; ‘L’ultimo compagno, il romanzo di Emanuele Macaluso’ (2021). Con Feltrinelli ha pubblicato ‘Giorgiana Masi. Indagine su un mistero italiano’ (2017); Cacciateli! Quando i migranti eravamo noi (2019), che ha vinto il premio Estense.
