GIOVEDÌ 9 LUGLIO, ORE 19:00 MARIO VATTANI PRESENTA “SVELARE IL GIAPPONE”. UNA DIRETTA FACEBOOK

Proseguiamo la nostra rassegna sull’Oriente andando in Giappone con Mario Vattani.

Nonostante il turismo per il Giappone cresca di anno in anno, le sue isole mantengono un’aura di mistero e irraggiungibilità. Alla creazione del mito contribuiscono la storia e le contraddizioni di un popolo dal carattere condiscendente ma estremamente riservato, capace di infinita sopportazione e rispettoso di formule e riti millenari. Come gli ‘shoji’ si aprono e si chiudono creando gli ambienti della casa tradizionale, così ogni capitolo di questo libro si apre svelando mondi inaspettati, in cui la raffinatezza e l’eleganza convivono con spietata severità, e l’ordine ossessivo riesce a malapena a nascondere uno spirito intimamente ribelle e selvaggio. Un viaggio ideale nel vero Giappone, che alimenta il mito senza sfatarlo.

“Accenno, pausa, esecuzione“: così si svela il Giappone misterioso di Mario Vattani, diplomatico scrittore che omaggia per la terza volta la cultura nipponica dopo le precedenti opere “Doromizu” (Mondadori, 2016) e “La Via del Sol Levante” (Idrovolante Edizioni, 2017). “Svelare il Giappone” (Giunti, 2020) è una singolare guida agli usi, ai costumi e alla tradizione del Sol Levante che si spiega come un ventaglio attraverso i singoli capitoli dai nomi poetici (“Bellezza”, “Spada”, “Altro mondo”, “Nebbia”) che lo stesso invita a leggere anche in ordine “sparso”, partendo dal titolo che più ci incuriosisce.

Lo scrittore ci avverte che dopo una conoscenza approfondita della cultura ed della lingua nipponica non si potrà mai sfuggire da “gaijin” (ovvero da “stranieri”) all’essere – letteralmente – “trattati come un fagiolo“, cioè bonariamente e senza troppa convinzione come si fa con un bambino piccolo.

Tra le tante differenze culturali che ci illustra “Svelare il Giappone” c’è sicuramente la diversa concezione della tradizione nel mondo nipponico rispetto a quello occidentale: spiega Vattani che per i giapponesi “la tradizione non è conservare le vestigia antiche, ma saper rifare nello stesso modo ciò che è stato fatto in passato”. Una delle grandi capacità dei giapponesi sta nella capacità di osservare, di “selezionare la bellezza” da guardare. Un insegnamento valido anche per noi.