
È il 1961 quando esce ‘Silenzio’. John Cage ha quarantanove anni e una fama di musicista sperimentale che fino a qualche anno prima era limitata alle cerchie delle avanguardie metropolitane statunitensi. Conosciuto soprattutto per l’associazione tra la sua musica per percussioni e pianoforte preparato e la modern dance, il suo stile muta radicalmente quando decide che i suoni debbano essere liberati – dall’intenzione, dal gusto, dalla storia, dalla memoria – per vivere di vita propria. Che lo strumento principale del suo modo di comporre debba essere il caso.
Quando Cage accetta l’idea di radunare i suoi scritti e le sue conferenze-performance in questo libro, il suo pensiero ha da poco contagiato irreversibilmente la nuova musica che si fa in Europa. ‘Silenzio’ diffonde il contagio anche al di là dell’ambito musicale e dà a Cage una notorietà senza precedenti. Il libro viene accolto da una comunità di giovani in pieno fermento artistico, culturale e politico. Diventa subito un manifesto e un caso letterario.
Nessuno conosce la musica di John Cage come Veniero Rizzardi: sarà lui il nostro Virgilio attraverso le sue opere.