
Matteo Meschiari è un nostro ospite abituale: la prima volta che venne a trovarci, i quotidiani coniarono per lui l’espressione di “antropologo eretico”; l’inquietudine intellettuale e l’irrequietezza sono i suoi tratti distintivi. Lo abbiamo avuto per presentare il suo “Artico nero”, il manifesto pedagogico “Bambini” ed ancora la favola nera di “Neghentopia” ed ora Meschiari ha affilato la sua prosa per realizzare “L’ora del mondo”, pubblicato da Hacca edizioni.
Il Corriere della Sera ha parlato di un riuscitissimo “meteorite editoriale” che ibrida romanzo di formazione ed un’epopea visionaria.
Una bambina nasce senza una mano e per questo motivo, forse, la abbandonano nelle Terre Soprane, le regioni sospese tra leggenda e geografia sotto i crinali dell’Appennino modenese. Si chiama Libera, e lo è in molti sensi. Inselvatichita, cresciuta nei boschi con i lupi, viene presa e ridotta alla norma, ma scappa. Sopravvive rubando cibo dalle case dei villeggianti…