
Ha fatto molto scalpore l’approvazione, nell’ottobre scorso, da parte del consiglio comunale di Verona di una mozione con cui saranno finanziate le associazioni che portano avanti iniziative contro le interruzioni volontarie di gravidanza.
L’autrice, nella consapevolezza che intorno al tema dell’aborto ci sia ancora un grosso tabù, alimentato anche da un sistema sanitario che spesso colpevolizza la scelta di autodeterminazione della donna, ha deciso di andare a raccogliere le voci di chi decide di interrompere volontariamente una gravidanza.
Cosa si nasconde dietro la scelta di non diventare madri? Quali parole possono temperare una scelta comunque traumatica? Perché, come diceva Karen Blixen, “tutti i dolori sono sopportabili se li si fa entrare in una storia, o se si può raccontare una storia su di essi”.
Diciannove storie, diciannove testimonianze, per cercare di comprendere la complessità di una scelta che non è mai senza ambivalenza; per dare voce finalmente alle donne, astenendosi dal giudizio ma con il semplice obiettivo di lasciare che le loro parole si alzino dal silenzio.
Camilla Endrici, bolognese trapiantata a Trento da molti anni, una laurea in filosofia, un passato più lontano da giornalista radiofonica, uno più recente da copywriter, ha pubblicato per Odos editore “Trento una guida” ed ama ascoltare per raccontare.