
“Donne che parlano di Miriam Toews è un’opera d’arte impeccabile e feroce.
Non ho ancora letto un’accusa più aspra della violenza patriarcale, o un più illuminante tentativo di comprendere gli aspetti più vitali dell’esperienza umana.
È il tipo di romanzo che ti cambia”. Laura van den Berg
Donne che parlano, il nuovo romanzo di Miriam Toews, ha colpito critica, lettori, librai per la forza della storia raccontata e la potenza della sua scrittura.
Il romanzo parte da un fatto avvenuto pochi anni fa in una comunità mennonita dove centotrenta donne sono state narcotizzate e stuprate nel sonno.
I colpevoli erano membri della comunità.
Come si reagisce a una simile violenza? L’autrice di questo libro, unico e potente, non indulge mai sulla violenza accaduta, ma si serve di quanto accaduto per riflettere sul ruolo ( e la forza della donna ) nelle società contemporanee.
L’ autrice canadese cresciuta in una comunità mennonita che ha poi abbandonato immagina un gruppo di donne riunite in un fienile di nascosto per decidere che cosa fare.
Unico testimone, un uomo chiamato a trascrivere parola per parola. Voce narrante di questo complesso e bellissimo percorso verso l’autodeterminazione.
Miriam Toews, nata in Canada nel 1964 in una rigida comunità mennonita, a diciotto anni è fuggita a Montréal.
È stata protagonista del film Luz silenciosa di Carlos Reygadas.
Il suo “I miei piccoli dispiaceri” è diventato un caso letterario in tutto il mondo ed in Italia ha vinto il Premio Sinbad 2015.
Tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia dalla Marcos Y Marcos.