
La storia del protagonista del libro è simile a quella di undici milione di persone nel nostro Paese eppure nessuno ne parla o tanto meno ne scrive.
Alcuni confondono la depressione con il cattivo umore: si svegliano con un senso di oppressione, di affaticamento che li porta ad affrontare la giornata con il piede sbagliato. Quello che chiamiamo “cattivo umore” è “in realtà una vera e propria malattia. Tuttavia non ha la forma di Un vera e propria malattia, e dunque per secoli è stata relegata al rango di non-malattia.” E dunque trascurata.
Andrea Pomella decide di non farlo e racconta la sua depressione: la guarda come si fa con un corpo estraneo, cercando di capirla e farcela capire.
Le reazioni del suo corpo e della psiche all’aggressione degli antidepressivi, la paura, gli incontri con gli psichiatri, il rapporto con la compagnia ed il figlio costretti a vivere con quella malattia, le passeggiate nella Roma dei luoghi de “Il male oscuro” di Giuseppe Berto.
E poi, uno spiraglio di luce.
Uno dei migliori romanzi italiani dell’anno: necessario. Come scrive l’Einaudi, la sua casa editrice: fidatevi!