
L’antropologo Matteo Meschiari, professore all’Università di Palermo, racconta come sia arrivato il momento di elaborare delle tecniche di resistenza domestica, di ripensare la nostra idea di comunità, partendo dai “Bambini” (Armillaria edizioni).
Per Meschiari il bambino è da un lato onnipresente a livello mediatico, ma perennemente assente a livello politico; assimilato ad un animale domestico, investito di cure, iperresponsabilizzato come un piccolo adulto, è invece deresponsabilizzato rispetto all’altro e all’ambiente.
” Perché – sostiene Meschiari – per disinnescare la forza eversiva dell’infanzia, la biopolitica famigliare e sociale non si limita a intervenire in età scolare e prescolare, ma risale alle fasi precoci: svezzamento, parto e gravidanza”.
Nel corso dell’incontro l’autore parlerà anche di “Nelle terre esterne”, libro di recentissima uscita per le edizioni Mucchi, dedicato ai rapporti tra autori come Calvino, Gadda , Biamonti e il paesaggio.