
Il piombo, le fiamme, il sangue. Le bombe. L’odio politico, gli scontri ideologici e le torbide strategie internazionali. Ed ancora la crisi petrolifera e le speculazioni finanziarie.
Il nostro Paese ha vissuto per più di un decennio in uno stato di guerra civile non dichiarata con i giovani che si sparavano in nome di contrapposizioni assassine.
Il calcio, forte strumento di coesione popolare, allora era molto distante dall’essere un business: i campioni di allora erano dei mattoidi romantici come Gianfranco Zigoni, Paolo Sollier, Ezio Vendrame, Massimo Palanca o Giorgio Chinaglia.
Di quegli anni sospesi fra il ‘69 e l’80 ci parlerà l’autore di “Cavalli selvaggi . Campioni romantici e ribelli nell’Italia di piombo”, Matteo Fontana, corrispondente della Gazzetta dello Sport.
A dialogare con lui Carlo Martinelli.