
La letteratura ceca ci ha regalato grandissimi autori ( non solo Franz Kafka, ma Bohumil Hrabal, Ota Pavel ed ovviamente Milan Kundera ).
Lo scrittore praghese Patrik Ourednik, esiliatosi in Francia nel 1984, dopo esser stato escluso dal l’allora Partito Comunista cecoslovacco, è considerato fra i maggiori intellettuali europei.
La “non convenzionalità” sembra essere il tratto distintivo della sua opera, tanto è l’interesse per le idee, i pregiudizi e gli stereotipi.
In “Istante propizio, 1855”, pubblicato da Exòrma, Ourednik ricostruisce le vicende di un gruppo di anarchici e libertari che salpò per il Brasile a bordo di una nave a vapore per fondarvi la libera colonia Fraternitas e dimenticare l’Europa con i suoi vizi e guasti.
Il suo libri più famoso è certo “Europeana”, una raccolta di scampoli di storia del Novecento, accumulati come vecchi giornali in uno sgabuzzino, capaci di farci guardare al Ventesimo secolo come se appartenesse ad una civiltà antica di cui restano solo frammenti.
Ourednik ha tradotto in ceco opere di Beckett, Vian, Queneau e Rabelais ed in francese autori come Hrabal e Gerusalemme.
Altri suoi libri sono pubblicati in Italia da Quodlibet e Keller Editore.