
Takoua Ben Mohammed, tunisina di nascita, ma romana di adozione di mestiere fa la graphic journalist.
Ha scelto il fumetto per raccontare e comunicare. E le sue storie parlano di integrazione, cittadinanza, discriminazione, dialogo e culture.
Takoua si sente figlia tanto della sabbia bianca di Douz, sia dei quartieri periferici di Roma, come Centocelle e Tor Bella Monaca.
“Non esistono due culture che non hanno niente in comune, proprio sui punti in comune dobbiamo lavorare per costruire il dialogo e la convivenza” : questa la frase che introduce l’utente al sito di un’autrice pubblicata in Italia dalla Becco Giallo, casa editrice da sempre impegnata a pubblicare graphic impegnate e di qualità.
Classe 1991, in Italia sin dall’infanzia, Takoua indossa il velo per scelta.
In Tunisia ha vissuto fino agli otto anni, ma poi nel 1999 si è dovuta trasferire con i fratelli e sua madre per raggiungere il padre, un esiliato politico fuggito dalla dittatura di Ben Alì.
Oggi le capita di sentirsi dare della “tunisina” quando è in Italia e dell’italiana quando va in Tunisia, ma la sua identità è interculturale e non si ferma a queste due classificazioni.
Incontrarla significa potere capire come ci vede chi porta il velo, capire come si vive “sotto il velo” ed anche come ci comportiamo rispetto a chi porta il velo.