
Un graditissimo ritorno quello di Igoni Barrett, uno dei più importanti scrittori africani contemporanei : da quando venne a trovarci lo scorso anno, durante il suo primo tour italiano, non si è spenta l’eco delle sue parole. Ed ora un nuovo libro, formidabile, sempre per 66thand2nd.
A. Igoni Barrett è nato a Port Harcourt, in Nigeria, nel 1979. Fellow, tra gli altri, del Chinua Achebe Center e del Norman Mailer Center. Nel 2005 ha esordito con una raccolta di racconti a cui ha fatto seguito “L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto”.
In questo libro Barrett dimostra di saper fare con Lagos, Port Harcourt ed Ibadan ciò che Joyce aveva fatto con Dublino e Cechov con San Pietroburgo.
Oggi probabilmente nessun paese al mondo ha una letteratura più feconda e vitale della Nigeria, nazione inquieta, sempre in bilico tra tecnologia e tradizione, dove l’amore è potere. O almeno gli somiglia molto.
“Culo nero”, il suo primo romanzo, ha imposto Barrett sulla scena della letteratura nigeriana di oggi insieme a Teju Cole e Chimamanda Ngozi Adichie.
In questo libro, acclamatissimo da critica e lettori, ricco di trovate e d’ironia, l’autore si mostra capace di esplorare in profondità il tema dell’identità e del razzismo. Barrett vi dichiara subito il suo debito nei confronti di Kafka: il protagonista trentenne, Furo, si sveglia una mattina e scopre di essere diventato bianco (con i capelli rossi e gli occhi verdi). Terrorizzato all’idea di farsi vedere dai familiari, sguscia fuori casa e va comunque al colloquio di lavoro a cui tiene molto. Da quel momento Furo sperimenterà che cosa vuol dire essere al centro dell’attenzione per il colore della propria pelle. Sullo sfondo il traffico caotico di Lagos, la capitale della Nigeria, una città dalle mille insidie, da cui molto sognano di fuggire e a cui Furo è invece molto legato…