La copertina di ‘Mappe’ – la nuova impresa editoriale del Touring Club è firmata dal fotografo Luigi Ghirri: è un’immagine realizzata a Brest (Francia), nel 1972, per la serie Luce Naturale che include, come spiega lui stesso, enigmatiche figure di spalle, con un vetro a renderne sfuocati i contorni, lasciando quindi spazio a chi la guarda per immaginare chi sono, dove sono, che cosa stanno facendo.
‘Mappe’ si dispiega in 192 pagine di storie dai confini d’Italia e del mondo, utili per riflettere sull’irrazionalità delle linee che dividono – o uniscono – le persone ed è organizzato in quattro parti, movimenti di un unico percorso: Tracciare, Immaginare, Superare, Ripensare.
Sezioni disegnate ispirandosi alla lezione di Erodoto che, come spiega il filosofo e conduttore radiofonico Pietro Del Soldà nel pezzo introduttivo «scardinò con un unico gesto le barriere che irreggimentavano il suo mondo, valicando i confini fisici superò anche il confine tra la teoria e l’azione concreta».
Perché i confini nascono, si spostano e alle volte magari scompaiono. Spesso sono linee immaginarie, di cui poco si curano i pastori Kuchi in Afghanistan, Spesso sono nati quasi per gioco, ma sempre i confini sono fatti per essere superati: lo sanno bene gli abitanti di Schengen, orgogliosi che il nome del loro villaggio alla periferia del Lussemburgo sia sinonimo di libertà di passaggio.
I confini protagonisti del primo numero di Mappe non sono solo storici e geografici, ma anchelinguistici e metaforici.
Ed i confini sono spesso tutti da ripensare.
Ne parleremo insieme allo scrittore e redattore Tino Mantarro, autore di ‘Nostalgistan’ e ‘E Lisbona sfavillava’.
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