
Siamo a Berlino, zona est, un autunno degli anni ’90, prima dell’alba.
Peter B. è uno scrittore squattrinato, un ex bevitore: ha quasi quarant’anni e la sua vita gli appare un fallimento. C’è poco di romantico nell’esser circondati da un’aura di maledizione.
Vent’anni dopo uno scrittore italiano, profondamente legato a Berlino, s’imbatte nei ricordi che quell’uomo ha lasciato in chi lo ha conosciuto, ne ricostruisce la storia – i genitori ebrei fuggiti dal nazismo e poi approdati nella Germania comunista, i fratelli artisti e ribelli – visita la sua tomba, cerca di riscattarne l’esistenza.
Con “Fratello minore” Stefano Zangrando firma un romanzo maturo, ricco delle atmosfere di Berlino dopo il crollo del muro, sulle tracce di Peter Brasch, uno scrittore realmente esistito.